
Due attaccanti col muso lungo. Eppure i contratti non li hanno firmati con la pistola alla tempia…
In comune, il ruolo (centravanti) e la scadenza contrattuale: 30 giugno 2030. Si assomigliano, addirittura, per quei baffetti accennati e la peluria sul mento. Ma a renderli sovrapponibili è soprattutto il muso lungo: Sebastiano Esposito e Julian Alvarez. Il mancato ritocco contrattuale ha sprofondato l’italiano in una crisi di “ansia e stress”, certificata dal medico; il trasferimento negato al Barcellona ha cipressato l’argentino, che siede imbronciato in panchina come un bimbo in castigo.
Uno crocifisso sui social dai tifosi del Cagliari, cui aveva appena promesso di diventare bandiera; l’altro massacrato dai fischi del Metropolitano. Uno guadagna 800 mila euro all’anno (ha chiesto il doppio); l’altro 240.000 lordi a settimana. I soldi non danno la felicità? Vero, ma se fai il mestiere che ami, se puoi permetterti una vita agiata, se sei un giovane sano, un minimo sindacale di soddisfazione e di gratitudine ti tocca. È un dovere. Basta un’occhiata fuori dalla finestra per convincersene. Non tutti hanno diritto alla disperazione. Insegniamo ai ragazzi che si cresce attraverso il rispetto delle responsabilità. Bello se i campioni, che sono punti di riferimento, offrissero l’esempio. Seba




