
di Redazione Politica
Tutte le tappe del caso: dallo sbarco dei migranti a Lampedusa con Carola Rackete al processo a Matteo Salvini, fino alla sentenza del Tribunale di Palermo che impone allo Stato di pagare 76 mila euro alla ong
È una delle immagini simbolo, che hanno segnato il dibattito sull’immigrazione nel nostro Paese: la nave Sea Watch 3, battente bandiera olandese, bloccata al largo di Lampedusa nel giugno 2019 con decine di migranti a bordo, e la sua comandante Carola Rackete che decide di forzare il blocco navale imposto dall’Italia per far sbarcare le persone soccorse in mare. Quell’episodio non fu solo un caso giudiziario, ma un fronte di forte scontro politico e simbolico che continua a produrre effetti anche oggi.
La storia inizia il 12 giugno 2019, quando la Sea Watch 3 recupera un gruppo di migranti nel Mediterraneo e punta verso le coste italiane. Le autorità italiane, allora guidate dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, avevano adottato una linea dura con il decreto sicurezza bis, vietando l’ingresso alle navi delle ong impegnate nei salvataggi. Per quasi due settimane la nave resta in attesa di un porto sicuro, con a bordo persone stanche e preoccupate.




