
di Matteo Sannicolò
Non si abbassano i toni sulla mozione voluta per ricordare l’attivista con una targa. Fratelli d’Italia sta con l’assessora: «Quello di Marchetto è un profilo controverso»
«L’indignazione» del Patt e delle minoranze è stata mal digerita dall’assessora Francesca Gerosa (FdI). La sua replica non è infatti tardata ad arrivare: «Qualcuno prova a descrivere il mio intervento in Consiglio regionale, fatto a nome dell’intero gruppo, come “indegno”. Chi si indigna, forse dovrebbe approfondire i rudimenti del confronto democratico», ha tuonato ieri Gerosa sui suoi profili social. La polemica in questione si riferisce a quanto accaduto mercoledì, in consiglio regionale, dove i capigruppo hanno presentato una mozione per riabilitare il nome di Clara Marchetto (anche con l’intitolazione di una targa in sua memoria), attivista dell’Asar che venne eletta nel 1948 ma non poté entrare in consiglio regionale poiché la condanna all’ergastolo per spionaggio nei suoi confronti era considerata ancora valida. Condanna inflitta nel 1940 dal Tribunale speciale per via di un’azione antifascista promossa da Marchetto. La mozione presentata mercoledì ha raccolto il parere favorevole di quasi tutti i consiglieri presenti, 53 per essere precisi. Gli unici a smarcarsi, esprimendo voto contrario, sono stati proprio i meloniani




