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Scoperto un nuovo circuito cerebrale per il rilevamento dei volti

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di Pietro Amante

I risultati sui primati non umani potrebbero far luce su come il nostro cervello sviluppa la capacità di riconoscimento facciale

Un’équipe di ricerca USA ha scoperto nei primati un circuito cerebrale che rileva in tempi rapidi i volti. I risultati dello studio, pubblicato su Neuron, aiutano non solo a spiegare come i primati vedono e riconoscono i volti, ma potrebbero anche avere implicazioni per comprendere condizioni come l’autismo, in cui la percezione e il riconoscimento dei volti sono spesso compromessi fin dalla prima infanzia. Il circuito appena scoperto coinvolge innanzitutto il collicolo superiore, una delle parti del cervello più antiche dal punto di vista evolutivo, che comanda agli occhi e alla testa di girarsi per vedere meglio. Questa visione migliorata consente a diverse aree cerebrali della corteccia temporale di impegnarsi in un riconoscimento facciale più complesso.

«Il rapido riconoscimento dei volti è un’abilità chiave negli esseri umani e in altri primati» afferma Richard Krauzlis del National Eye Institute (NEI) USA e autore senior dello studio. «Questo circuito appena scoperto spiega come si è in grado di rilevare e guardare rapidamente i volti, anche se compaiono per la prima volta nel campo visivo periferico dove

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