
Un ruolo significativo lo potrebbe giocare un complesso proteico identificato da ricercatori americani
Una ricerca a cura di scienziati della UCLA Health e della UC di San Francisco pubblicata su Cell apre nuove prospettive per la comprensione dei meccanismi alla base della malattia di Alzheimer.
I ricercatori hanno ricreato neuroni (le cellule del nostro cervello) a partire da cellule staminali umane e hanno scoperto perché alcuni resistono meglio all’accumulo di proteine, come la tau, che causano grovigli tossici nel cervello e portano alle malattie neuro-degenerative, fra cui proprio l’Alzheimer. Grazie a tecnologie avanzate di editing digitale, gli scienziati hanno individuato un complesso proteico chiamato CRL5SOCS4 segnala la tau per la distruzione da parte dei meccanismi cellulari stessi, innescandone il processo di degradazione.
A conferma della loro scoperta, l’analisi del tessuto cerebrale di persone con Alzheimer ha mostrato che un’alta espressione di CRL5SOCS4 rende le cellule cerebrali più resistenti, permettendo loro di sopravvivere nonostante l’accumulo di proteina tau. Hanno anche legato una disfunzione dei mitocondri (la «centrale energetiche» delle cellule) presente in alcuni soggetti a una progressione più rapida della malattia.
I risultati suggeriscono che rafforzare questo meccanismo di difesa naturale potrebbe rappresentare una nuova strategia terapeutica per le malattie neuro-degenerative.
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