di Claudia Voltattorni
Per il 2026 ci sono 110 milioni di contributi diretti per cooperative e fondazioni editoriali; altri 35 per i prepensionamenti
Quaranta milioni di euro che non si trovano. E dal decreto Milleproroghe salta il credito d’imposta per le aziende editoriali per l’acquisto della carta nel triennio 2026-2028. Un contributo fondamentale per il settore già in profonda crisi, «uno strumento di particolare importanza per garantire la sostenibilità economica delle imprese editoriali e la continuità della stampa di qualità», aveva spiegato la Fieg, federazione degli editori dei giornali, appena qualche giorno fa appellandosi alla premier Giorgia Meloni affinché la proroga venisse confermata.
Martedì invece lo stop, per mancanza di coperture finanziarie. La federazione, con il suo presidente Andrea Riffeser Monti, insorge: «Prendiamo atto con rammarico dell’ennesima decisione del governo che dimostra l’assenza di volontà di sostenere con i fatti un comparto fondamentale per la corretta informazione ai cittadini e per la salvaguardia della democrazia nel nostro Paese». Parole «irricevibili» per il sottosegretario all’editoria Alberto Barachini. E al Corriere aggiunge: «Il tema qui non è il governo disinteressato all’editoria, ma le risorse economiche, però il dialogo resta aperto».
Dialogo aperto
Nel 2025, al settore sono arrivati 447 milioni, ricorda




