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Scocchia (illycaffè): «Se la guerra dura oltre l’estate possibili ritocchi al prezzo della tazzina al bar»

di Francesca Gambarini

La ceo della multinazionale triestina: «Tra gli effetti della guerra, nuovi aumenti sul prezzo del caffè verde. Diminuirà la capacità di spesa. Noi continuiamo a investire». Il Vecchio Continente cresce del 23%

Non perde l’ottimismo con cui da oltre quattro anni guida illycaffè, conferma gli investimenti e i piani per il 2026, ma avverte: «Nessuna azienda di nessun settore è protetta dall’impatto dell’attuale scenario energetico e geopolitico». Cristina Scocchia è ceo della multinazionale triestina del caffè presente in 135 Paesi e che prevede di chiudere il 2025 a 700 milioni di euro di ricavi. È al timone da poche settimane prima che scoppiasse la guerra in Ucraina, ha vissuto la prima crisi energetica, quindi, e poi l’escalation del costo del caffè verde, il cui prezzo è triplicato dai valori base del 2015-2021, raggiungendo un massimo storico di oltre 440 centesimi di dollaro per libbra, nel gennaio 2025. Una navigazione «attraverso tante e inevitabili tempeste — dice—. Credo che il compito del leader in questi casi sia mantenere fede alla rotta, allo stesso tempo dando prova di flessibilità e capacità di adattamento».

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