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Schiamazzi notturni, mobili abbandonati e parcheggi, per cosa litigano i condòmini di Torino. Ecco perché è tra le 5 città più litigiose d’Italia

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di Teresa Cioffi

Matteo Montemitro è avvocato civilista e relatore per la Federazione Italiana Agenti Immobiliari: «Su 5 milioni di cause pendenti in Italia, un quinto deriva da liti condominiali. Che spesso finiscono male»

L’avvocato Matteo Montemitro cita Marcello Marchesi: «Homo condomini lupus». Civilista, relatore per la Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionali di Torino, conosce bene le dinamiche che portano i vicini di casa dal pianerottolo al tribunale. «In Italia, stando ai dati Istat, poco meno di 15 milioni di italiani vivono in condominio — spiega il legale — . Va da sé che le situazioni di conflitto siano inevitabili. Secondo le statistiche del ministero della Giustizia, su un totale di circa 5 milioni di cause pendenti, un quinto sarebbe riconducibile a liti condominiali».

Avvocato, quali sono i contenziosi più comuni?
«Le questioni legate ai rumori molesti — schiamazzi o elettrodomestici utilizzati in orari inopportuni —, così come l’uso improprio degli spazi comuni. E poi ci sono i parcheggi disordinati nei cortili, le controversie relative alle spese, l’abbandono di mobili nelle aree condivise, la ripartizione dei costi per l’acqua oppure per le pulizie, le liti da infiltrazioni. Così come sono comuni i contenziosi sull’installazione di canne fumarie

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