
di Aldo Grasso
Nicole Kidman e Jamie Lee Curtis nella fiction Prime Video che prende una deriva troppo sentimentale
Una serie inferiore alle proprie ambizioni. «Scarpetta» — la serie Prime Video in otto episodi, ispirata ai bestseller di Patricia Cornwell — si presenta come un procedural di lusso che punta su un’accoppiata attoriale: Nicole Kidman e Jamie Lee Curtis. Se la prima incarna con la freddezza algida e la malinconia del medico legale capo della Virginia, la seconda, nei panni della volubile sorella Dorothy, pare sempre sopra le righe.
Kay Scarpetta, patologa forense, torna a ricoprire l’incarico di medico legale capo in Virginia, dove aveva iniziato la carriera quasi trent’anni prima. Indagando su un omicidio, individua inquietanti analogie con un caso irrisolto del passato, facendo emergere un dubbio: la persona arrestata anni prima potrebbe non essere colpevole.
L’ombra del serial killer, che dovrebbe alimentare la tensione, a tratti si sbiadisce dietro dialoghi di impronta quasi soap, rallentando un ritmo che, in un’indagine su un cold case, dovrebbe restare serrato. Chi cerca la precisione clinica dei romanzi della Cornwell potrebbe rimanere deluso da questa deriva più sentimentale.
Il limite principale risiede nell’equilibrio dei registri: la serie




