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Sarr, il “cavallino di razza” della Juve: così ha conquistato Spalletti

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Il senegalese contro il Nec ha messo in mostra personalità, corsa e lettura del gioco, innescando McKennie nell’azione che ha portato al 2-0. E il tecnico gli ha già trovato un paragone… equino

Nelle metafore equine di Spalletti, se Woltemade è un “frisone”, Pape Sarr è un… “cavallino di razza”. Parole e musica dell’allenatore della Juve, dopo la prima partita da titolare, contro il Nec in Europa League del centrocampista senegalese arrivato dal Tottenham. “Ha la qualità della corsa. Mi ha anche risposto un paio di volte quindi è positivo – ha spiegato il tecnico bianconero -. Chi ha queste qualità perde un po’ di pulizia di gioco, ma sono molte le cose che ha fatto bene. È sempre stato dentro alla squadra e vicino al pallone”. 

juve, sarr e la prima partita da titolare—  

Personalità, corsa e pure il passaggio in verticale che ha innescato McKennie nell’azione del 2-0 di Alajbegovic le doti del senegalese che hanno colpito Spalletti, nonostante qualche passaggio sbagliato di troppo (6 palle perse) soprattutto in avvio e un inatteso basso rendimento nei duelli (appena 3 vinti su 10 affrontati) probabilmente figlio di una condizione fisica ancora precaria, dopo essere arrivato a fine agosto

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