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Sapa, tre fabbriche a rischio a Torino, San Martino d’Alfieri e Dronero: più di 100 esuberi e ipotesi chiusura nel 2027

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di Christian Benna

I sindacati: «Dopo tre rinnovi di solidarietà l’azienda ci ha comunicato di voler ridurre l’organico cercando di farlo nel modo più indolore possibile»

Il Piemonte registra un’altra scossa violenta del terremoto dell’auto. L’epicentro questa volta è Airasca, dove la Sapa Sta, multinazionale della famiglia Affinita di Arpaia (Benevento) da 700 milioni di ricavi, ha dichiarato 42 esuberi nel sito industriale torinesi, altrettanti nell’Astigiano, a San Martino d’Alfieri, e una dozzina a Dronero. In tutto più di un centinaio di uscite (volontarie) e lo spettro di una chiusura degli impianti in Piemonte entro il 2027. 

 Filctem Cgil: «Preoccupano le commesse in calo»

«Dopo tre rinnovi di solidarietà l’azienda ci ha comunicato di voler ridurre l’organico cercando di farlo nel modo più indolore possibile», commenta Fabio Catiello della Filctem Cgil che insieme ai colleghi della Uiltec sta gestendo la vertenza. «Noi però siamo preoccupati: ci è stato detto che le commesse sono in netto calo. E inoltre l’azienda sembra più interessata ad altri mercati». Il riferimento è alla recente acquisizione di Megatech, colosso dell’automotive austriaco finito in cattive acque per la crisi del settore, che ha permesso a Sapa di balzare da 300 a 700 milioni di ricavi e

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