
di Marco Cremonesi
Il colloquio con La Russa e i contatti proseguiti fino a tarda notte. La ministra del Turismo potrebbe cedere oggi
Il braccio di ferro. Mai da Palazzo Chigi era uscita una nota del genere. Mai, forse, Giorgia Meloni era stata più arrabbiata. Dopo una serie di telefonate concitate che arrivano sul telefono di Daniela Santanchè, dopo quella più importante di tutte, del presidente del Senato Ignazio La Russa, arriva la nota. Senza precedenti.
I contatti vanno avanti per tutta la giornata e fino a notte, ma la Pitonessa non molla: «Il caso che coinvolge Delmastro è molto più grave del mio. Non sono stata io a far perdere il referendum e quindi non vedo perché dovrei andarmene proprio adesso». Sapeva Daniela Santanchè che di fronte alle sue resistenze Meloni avrebbe diramato una nota ufficiale rendendo pubblico uno scontro che, fino a ieri sera, era circolato soltanto come indiscrezione. Ma nemmeno questo è servito a farle cambiare idea: «Rimango. La Costituzione è dalla mia parte, non posso essere cacciata».
Il Parlamento
Una posizione che oggi potrebbe però cambiare. Di fronte a un’ipotesi di sfiducia in Parlamento presentata dal suo stesso partito e votata dall’intera




