
di Antonella Baccaro
Per l’ad Rai «lo slittamento della gara non ha giovato». Il calo di ascolti preoccupa, ma il passaggio di testimone a De Martino è una prima risposta
«Lascio un Festival in grandissima salute, che ha battuto qualche record». Carlo Conti professa ottimismo per il futuro, al termine del biennio della sua direzione artistica e conduzione. Ma in Rai il calo di ascolti (un paio di milioni in meno anche nella serata finale), anche se in linea con la minor fruizione di tutta la tv lineare, e in crescita tra i giovanissimi, è motivo di analisi e seria preoccupazione. «Le Olimpiadi ci hanno mangiato un pezzo di pubblico: troppe ore di diretta alla fine stancano. E lo slittamento in avanti della gara non ha giovato» ammette l’ad Giampaolo Rossi, presente nelle retrovie del teatro dal primo momento.
Poi però ci sono anche le considerazioni su un pezzo di pubblico, la fascia della mezza età, che forse non ha trovato rappresentanza nel bouquet di cantanti in gara. E se il bilancio è più che positivo sul piano economico (72 milioni di raccolta pubblicitaria +10% sul 2025, erano stati 20 milioni per le Olimpiadi), resta la sensazione




