Home / Politica / Sanità veneta, i compromessi con le rettrici, il peso di Tosi e Lanzarin e la discontinuità con Zaia: le trattative dietro le scelte dei direttori generali del governatore Alberto Stefani

Sanità veneta, i compromessi con le rettrici, il peso di Tosi e Lanzarin e la discontinuità con Zaia: le trattative dietro le scelte dei direttori generali del governatore Alberto Stefani

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di Michela Nicolussi Moro e Silvia Madiotto

Ora si attende la nomina del direttore dell’area Sanità: in corsa Giancarlo Ruscitti, che ricoprì questo ruolo sotto la giunta Galan, e Giovanni Pavesi, ex dg di Este e Vicenza, ora in Aifa

È stata un’«incoronazione» un po’ speciale, figlia dei nostri tempi, tecnologici: nessuna presentazione ufficiale a Palazzo Balbi per i 13 nuovi dg, colloqui da remoto con la commissione, firma del contratto via Pec. E colpi di scena, come per la composizione della giunta a dicembre. Il più clamoroso è arrivato venerdì (27 febbraio) quando, per l’Azienda ospedaliera di Padova, è stato designato Paolo Fortuna: medico sì, ma si è sempre occupato del territorio, prima di ricevere la guida dell’Usl Euganea ne era il direttore dei Servizi Sociali. Cosa c’entra con l’ospedale più grande d’Italia per numero di posti letto e il cui vertice deve pure portare avanti la costruzione di quello nuovo? Pare sia andata così: il candidato dell’Università di Padova (per le Aziende ospedaliere i rettori sono chiamati a condividere le scelte della Regione) doveva essere Fabio Perina, direttore amministrativo, che però non era sostenuto dall’assessore alla Sanità, Gino Gerosa. Lui voleva Patrizia Benini, a sua

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