Il motivo, ha spiegato Di Loreto, è semplice: in 13 anni i prezzi delle vetture sono saliti del 52%, più dei redditi (+29%). “Oggi servono mediamente 11 mensilità di stipendio per comprare un’auto, contro le 5 necessarie nel 2000”, ha sostenuto il ricercatore. Il 76% del campione dichiara di utilizzarla abitualmente, davanti al trasporto pubblico (52%) e allo scooter (50%). Le soluzioni di sharing (13%) e la mobilità “leggera” mantengono invece un ruolo prevalentemente occasionale. Per tornare a valutare l’acquisto di un’auto, si rileva nella ricerca, gli italiani indicano tre leve principali: incentivi pubblici (30%), sconti sui prezzi di listino (26%) e maggiore flessibilità finanziaria (12%). Un’evoluzione che, sempre secondo i relatori dell’analisi, richiede risposte strutturali: nuovi modelli di accesso, maggiore flessibilità finanziaria, e un ripensamento della gamma verso segmenti più accessibili. Per i player del settore, conclude l’analisi, la sfida non è più solo tecnologica: è quella di riportare l’auto alla portata di una platea più ampia di famiglie italiane.