
Dopo anni di veti e ostruzionismo, Algeri accetta di sedersi a un negoziato multilaterale sul Sahara Occidentale. I colloqui di Madrid, sponsorizzati da Washington e incardinati sulla Risoluzione ONU 2797, segnano il fallimento della linea diplomatica algerina e rilanciano il piano di autonomia marocchino come perno del processo politico.
Dopo anni di chiusure, rigidità e veti reciproci, l’Algeria ha compiuto un passo che segna la fine del proprio isolamento negoziale, accettando di partecipare a un tavolo che riunisce tutti gli attori direttamente coinvolti nella disputa sul Sahara Occidentale. Una decisione che certifica, di fatto, il naufragio della linea diplomatica perseguita da Algeri negli ultimi anni, travolta da pressioni internazionali sempre più incisive e, soprattutto, dall’attivismo degli Stati Uniti. Il nuovo ciclo di consultazioni si è aperto domenica scorsa a Madrid e ha visto la presenza di Marocco, Algeria, Mauritania e Fronte Polisario. I lavori si sono svolti sotto il diretto patrocinio dell’amministrazione del presidente Donald Trump, confermando la centralità ormai assunta da Washington nella gestione del dossier sahariano. L’incontro, tenuto in condizioni di assoluta riservatezza all’interno dell’ambasciata statunitense nella capitale spagnola, si è attenuto a un formato rigidamente definito, in linea con le indicazioni fornite da Massad Boulos, rappresentante



