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Russia alla Biennale di Venezia, Zelensky sanziona artisti e curatrice del padiglione di Mosca: «Propagandisti»

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di Sara D’Ascenzo

Le carte di Venezia al vaglio del ministero degli Esteri che ora le sta passando al setaccio per capire se siano state violate le sanzioni internazionali

Sanzionati perché definiti «propagandisti culturali russi». Venerdì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto – il 305 del 2026 – che mette in pratica la decisione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina «di imporre sanzioni a cinque personalità del mondo culturale russo che giustificano l’aggressione e diffondono propaganda russa in occasione di eventi internazionali. Tutti i casi sono collegati alla partecipazione dello Stato aggressore alla 61esima Biennale di Venezia». «Tra queste – si legge ancora nel decreto – figura Anastasia Karneyeva, figlia del vicedirettore generale di Rostec, che dal 2021 è stata nominata commissaria del padiglione russo alla Biennale di Venezia e quest’anno rappresenterà la Russia». Sanzioni sono state imposte anche «a Mikhail Shvydky, rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione culturale internazionale, che definisce la guerra della Russia contro l’Ucraina “un momento storico importante” e afferma pubblicamente che l’ammissione della Russia alla Biennale di Venezia sarebbe la prova che la cultura russa non è isolata», specifica ancora Kiev.

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