di Redazione Economia
Riaperti i termini per una platea ben precisa di contribuenti: chi, pur avendo versato la prima rata entro il 31 luglio 2025, non è riuscito a rispettare la scadenza successiva del 30 novembre
Una seconda possibilità per chi vuole mettersi in regola. Con un emendamento al decreto Milleproroghe, il legislatore interviene sulla rottamazione quater e riapre i termini per una platea ben precisa di contribuenti: i cittadini che, pur avendo versato la prima rata entro il 31 luglio 2025, non sono riusciti a rispettare la scadenza successiva del 30 novembre. In concreto, chi è decaduto potrà rientrare nella definizione agevolata pagando la seconda rata entro una nuova scadenza fissata al 28 febbraio 2026. Una finestra temporale aggiuntiva che consente di non perdere i benefici della rottamazione, evitando il ritorno integrale del debito con sanzioni e interessi.
Come ricorda Italia Oggi, la misura, proposta dal deputato leghista Alberto Gusmeroli e sostenuta dal Ministero dell’Economia, è pensata come intervento di equità. Il ragionamento alla base è che la nuova rottamazione quinquies è arrivata con la legge di bilancio solo a dicembre 2025, quando molti contribuenti erano già decaduti dalla precedente definizione. Da qui la scelta di




