
di Paolo Mereghetti
Il film visto a Berlino si perde in una prevedibile sequela di exploit sessuali
C’era molta attesa per «Rosebush Pruning» (Potatura del roseto) del brasiliano Karim Aïnouz perché lo sceneggiatore Efthimos Filippou (abituale collaboratore di Lanthimos) si era ispirato ai «Pugni in tasca» di Bellocchio.
Anche qui c’è una famiglia disfunzionale, con tre fratelli, una sorella e il padre cieco (nel film italiano era la madre a non vedere) ma la delusione – finora il peggior del concorso – nasce dalla incapacità di capire davvero il senso del capolavoro di Bellocchio.
A fare la differenza, in quel film del 1965, non era solo la ribellione antiborghese (che il film di Aïnouz cerca di scimmiottare nell’alta e sfaccendata borghesia), ma soprattutto la sua capacità di smontare il discorso culturale coevo (alla fine del Boom e tre prima del Sessantotto) chiudendo con un passato soffocante e una istituzione familiare patologica.
Il film visto a Berlino invece, si perde in una prevedibile sequela di exploit sessuali (anche col dentifricio: metafora di pulizia?) e in un gratuito gioco al massacro che non conduce da nessuna parte. Da dimenticare.
15 febbraio 2026
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