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Romeo Anconetani: affari e intrighi del “Signor 5%”, che portò a Pisa Dunga e Simeone

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Dalle mediazioni negli anni ’50 alla presidenza del Pisa: dopo la radiazione per illecito, si reinventò un nuovo ruolo per rientrare nel mondo del calcio. E da numero uno dei nerazzurri iniziò una scalata dalla C alla A, portando in riva all’Arno grandi campioni usando le 40mila schede di calciatori scritte a mano da lui

Negli anni Cinquanta lo chiamavano il ‘Signor 5%’. Lo strano soprannome era dovuto alla percentuale che percepiva per l’acquisto o la cessione di un calciatore. All’epoca non c’erano ancora i procuratori. I calciatori – quando passavano da una squadra all’altra – non avevano alcun diritto. I loro cartellini erano di proprietà delle società. A facilitare questi trasferimenti c’erano i cosiddetti ‘mediatori’. Erano dei ‘facilitatori’ che aiutavano le due parti a trovare un accordo, appianavano i dissidi, conciliavano. Come nella compravendita dei cavalli, queste figure, che in teoria non avrebbero dovuto avere diritto di cittadinanza nel mondo del calcio, percepivano una provvigione per l’attività di intermediazione. Il migliore di tutti si chiamava Romeo Anconetani e tutti noi l’avremmo conosciuto – molti anni dopo – come il vulcanico, irascibile e imprevedibile presidente del Pisa, club che tenne al guinzaglio dal 1978 al 1994, per sedici anni, i

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