Home / Politica / Rolfi: «L’eredità materiale di Bossi vive ancora nell’identità del Nord»

Rolfi: «L’eredità materiale di Bossi vive ancora nell’identità del Nord»

image

di Massimiliano Del Barba

Il ricordo del leader dell’opposizione in Loggia: capì che il territorio era più forte delle vecchie ideologie.

Se c’è un’eredità materiale, non solo politica, del passaggio di Umberto Bossi in terra bresciana, questa va ricercata lontano dai centri di potere, in quella terra profonda che rappresenta il Paese ulteriore e che ancora oggi porta con sé, nella sua quotidiana concretezza di provincia pedemontana, quei caratteri fondativi della Lega delle origini: identità forte di comunità, operosità catto-calvinista e — è giusto ammetterlo — una certa ottusa chiusura verso gli stimoli esterni. Così nella bassa agricola e così nelle valli operose. Bossi, in questa gente, fu l’ultimo a intravedere i caratteri di un popolo. E su questo popolo costruì la sua fortuna, non solo politica.

«A Bossi dobbiamo riconoscere l’intuizione e la successiva concretizzazione di un progetto che ha trasformato un movimento di popolo che nasceva dall’insofferenza nell’ultimo grande partito di massa strutturato», ragiona Fabio Rolfi, leghista da sempre, già assessore regionale all’Agricoltura e oggi, a 49 anni, capo dell’opposizione in consiglio comunale a Brescia. «La capacità principale di Bossi — prosegue — è stata quella di cogliere il sentimento dei territori, in particolare della

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: