Home / Esteri / Rohingya, il ritorno promesso in Myanmar e l’esilio senza fine

Rohingya, il ritorno promesso in Myanmar e l’esilio senza fine

di Chiara Barison

Nei campi del Bangladesh un’intera generazione continua ad aspettare. Dopo nove anni di esilio, Naypyidaw apre al rimpatrio di oltre 300 mila persone

Si apre finalmente uno spiraglio. Potrebbero tornare in Myanmar, ma non ancora. È questa, in estrema sintesi, la novità da Naypyidaw che riporta Reuters: il governo sostenuto dai militari ha fatto sapere che accetterà il rientro di oltre 300 mila Rohingya rifugiati in Bangladesh in quanto considerati ex residenti dello Stato di Rakhine. Questo però avverrà solo quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Il dato è importante, ma va letto con cautela. Dalla lista di 828.824 persone fornita da Dacca, il Myanmar sostiene di averne verificato finora i profili di oltre 400 mila rifugiati: 308.797 sarebbero ex residenti di Rakhine, mentre oltre 113 mila ancora attendono di essere vagliati. È una nuova promessa di rimpatrio, non ancora un piano concreto. Ma soprattutto non risolve la questione decisiva: in quali condizioni potrebbero tornare?

Per capire perché questa crisi sia ancora aperta bisogna tornare indietro. I Rohingya, minoranza a prevalenza musulmana del Myanmar (Stato in cui la maggioranza è buddhista), sono da decenni vittime di discriminazioni e persecuzioni. Il loro status è

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: