di Serena Palumbo
Il cantautore rivelazione di X Factor da ragazzo era preso di mira per la sua timidezza. «Cantavo Battiato per scacciare la paura». Poi il palco e la tv. Ora una canzone contro gli abbandoni di animali ispirata dalla sua inseparabile bulldog francese
A «sorvegliare» la porta del bagno ci sono i bulli. Dentro – al buio, seduto per terra – Giuseppe Roccuzzo. All’epoca uno studente dell’istituto alberghiero, oggi cantante ed ex concorrente di X Factor. Roccuzzo è sicuro: la sua carriera musicale è iniziata proprio in quel bagno mentre era immobile, rannicchiato e qualcuno fuori rideva di lui. Cantava, ma senza muovere la bocca. Tutto accadeva nella sua mente per vincere la paura, per non sentirsi solo. A fargli compagnia le note de La Cura di Franco Battiato.
Un ricordo che Giuseppe, dopo anni, racconta con la voce rotta dall’emozione e interrotta da qualche lacrima: «La musica era la mia terapia contro il bullismo». Ora, ad aiutarlo a combattere la sofferenza, c’è anche la sua bulldog francese, una «bulletta» insomma ma stavolta davvero adorabile, che «mi restituisce quel rispetto che da adolescente mi è stato tolto». Ed è a lei che ha dedicato




