
di Sofia Francioni
Torinese, classe 1995, fa incontrare arte e moda con l’atelier Operamia: «Dipingo a mano capi di seconda mano, vintage, invenduti. Racconto nuove storie partendo da ciò che c’è già». Quando «salvò» un Valentino
Pavoni, scarabei, gigli, orchidee, leopardi, tigri. Camilla Merletti rinnova il guardaroba e nasconde i difetti, con un tocco di pennello. In equilibrio tra arte e moda, lavora su un campionario vintage o di seconda mano oppure su capi portati dalle clienti. «Mai su vestiti nuovi, a meno che non siano invenduti: credo molto nel riuso. Rinnovare un blazer, rattoppare una borsa. Una cliente di Milano mi ha mandato una Valentino che si era tutta macchiata e io ho eliminato i difetti dipingendo dei gigli. Tendo a pescare dal mondo floreale e animale: dipingo soprattutto insetti, ma anche tigri e leopardi. Guardo la natura, mi lascio ispirare dai colori, dalle forme. Così il mio segno si fonde con il tessuto e il capo rinasce: più raffinato, più vivo».
Camilla Merletti e Operamia
Merletti, 31 anni, nasce a Torino nel 1995. Dopo il percorso al Primo liceo artistico prosegue gli studi all’istituto di moda Mara Scalon e lì unisce tecnica sartoriale e sensibilità artistica.




