
di Pietro Faustini
La crescita delle imprese a guida straniera è costante in tutti i settori. Confesercenti: «Manca ricambio generazionale»
In Trentino, così come nel resto d’Italia, continua a crescere l’imprenditoria straniera. La tendenza è osservabile in tutti i settori, come sottolineato dal report della Camera di commercio: nell’ultimo decennio la crescita complessiva si attesta al 35,4%. La ristorazione, eccellenza della cultura italiana riconosciuta anche come patrimonio immateriale dall’Unesco, non fa differenza. Gli ultimi esempi, in questo senso, sono recenti: dalla rilevazione dello storico ristorante «Groff» da parte della famiglia Azizi (titolari de «La bottega del kebab») all’arrivo dei dolci mediorientali in piazza Duomo con «Cara Siria».
Tra ristoranti e agricoltura
La situazione trentina appare però differente rispetto a quella che interessa l’Italia nella sua interezza. Massimiliano Peterlana, vicepresidente vicario di Confesercenti del Trentino, commenta i dati: «Nel 2024, a livello nazionale, a fronte di 10mila aperture di ristoranti si contano 29mila chiusure. In Trentino Alto-Adige, il rapporto è invece dello +0,1%. Diciamo che tenere botta in questo momento storico è un buon segnale». A livello locale le gestioni di imprenditori stranieri nei pubblici esercizi sono il 10% e sono in costante crescita. Solitamente, gli imprenditori immigrati sono




