
La propensione a investire è tornata ai livelli dell’invasione russa dell’Ucraina. Tra i timori l’inflazione e la tenuta della previdenza. Ma la conoscenza dei fondi pensione va approfondita
Gli italiani risparmiatori hanno paura della guerra e dell’incertezza. E la loro propensione ad investire è tornata indietro nel tempo. Un fatto non banale e la misurazione sul campo del disagio e del timore — fatta dall’Osservatorio Anima nel marzo 2026, nel mezzo del conflitto aperto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran — merita attenzione. Lo studio, che viene aggiornato ogni sei mesi, tasta il polso di mille italiani titolari di conto corrente. La metà è anche intestataria di qualche tipo di investimento. Un campione rappresentativo del Paese, che restituisce il sentiment delle persone su diversi argomenti. La domanda sulla guerra è stata fatta in battuta ad un campione più ristretto (249).
Secondo lei è un buon momento per investire sui mercati finanziari? Il 60% risponde no, con un 26% che si schiera per il «no» assoluto e un 34% che sceglie un «No, poco». Nel complesso, quindi, un risultato simile a quello registrato nel marzo 2022 (64% di scettici) un mese dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. «Sono numeri




