di Redazione Economia
Stagione messa a dura prova da siccità e ondate di calore. Calo produttivo dal 10 al 30%
Acqua, innovazione, strumenti efficaci di tutela del mercato e contratti di filiera. Sono queste le priorità indicate da Cia-Agricoltori Italiani alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’inaugurazione di Risò a Vercelli. L’obiettivo è la difensa della risicoltura nazionale, messa a dura prova da una stagione segnata da siccità, ondate di calore, grandinate e piogge tardive. Per Cia, il 2026 si profila come una delle annate più difficili degli ultimi tempi per il comparto. In cinque anni i risicoltori hanno già affrontato due gravi crisi idriche, con la perdita di decine di migliaia di ettari. Non si tratta più di eventi isolati, ma degli effetti di un cambiamento climatico strutturale al quale le aziende devono potersi adattare per continuare a produrre e competere.
Il raccolto in corso potrebbe registrare un calo produttivo complessivo attorno al 10%, con punte fino al 30% in Baraggia e Lomellina, dove scarsità d’acqua, alte temperature, stress idrico e maltempo hanno inciso pesantemente sulle coltivazioni. Alla crisi climatica si aggiunge quella dei costi: fertilizzanti fino all’80%, gasolio agricolo +45% e urea +38%.




