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Risiko bancario, così si schierano i partiti. Meloni tifa per la difesa dell’«italianità»

di Simone Canettieri

Ma nessuno nel governo intende già ora benedire «in chiaro» la scalata

«Abbiamo una banca? Macché, non scherziamo: semmai avremo, come sistema Paese, il secondo polo bancario europeo battente bandiera italiana. E questa non potrà che essere una buona notizia». Nel corridoio invisibile che collega Fratelli d’Italia al piano nobile di Palazzo Chigi si strizza l’occhio — senza plateali eccessi — all’Opas di Intesa su Mps. Anche perché, e questo sì interessa alla premier Giorgia Meloni, l’operazione potrebbe ridurre le possibilità che Generali finisca in mani straniere.

La loquacità del primo partito di governo termina qui: su questa faccenda vige la regola del silenzio che, in questo caso, sa anche un po’ di assenso. Nell’esecutivo si parla poco e nulla anche per evitare così il gioco — forse un po’ grossier — del derby con la Lega. Molto attenta fino a poco tempo fa alla crescita di Banco Bpm in tandem con la risanata (dal Tesoro) Mps. Invece la mano più che visibile, in questo caso, del mercato ha cambiato le carte in tavola: addio sogni leghisti di terzo polo bancario al Nord caro al Carroccio (con il neo, sottolineato da FdI, che dietro

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