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Ripe d’Altura ed Ell’èNoir: il gesto che trasforma l’etichetta di Mastroberardino in arte

Ci sono etichette che si limitano a raccontare un vino e altre che chiedono qualcosa in cambio. Ripe d’Altura ed Ell’èNoir, i primi Metodo Classico firmati Mastroberardino, appartengono senza esitazioni alla seconda categoria: non si offrono allo sguardo in modo passivo, ma invitano a un gesto, a un’interazione fisica che rompe la distanza tra bottiglia e consumatore. L’etichetta non si guarda soltanto, si strappa. Ed è proprio in quel gesto che si compie la seduzione.

Ripe d’Altura ed Ell’èNoir: il gesto che trasforma l’etichetta di Mastroberardino in arte

Ripe d’Altura ed Ell’èNoir, i primi Metodo Classico firmati Mastroberardino

Prima, la superficie: Ripe d’Altura si presenta con una teoria di soli dorati, segni grafici che evocano luce, energia, verticalità. Ell’èNoir, al contrario, sceglie la notte e mette in scena le fasi lunari, un ritmo visivo più misterioso, introspettivo, trattenuto.

Montasio Cattel

Lo svelamento dell’etichetta e il volto

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