
Cartelle esattoriali non pagate, debiti oltre 1.500 euro e nuove regole introdotte nel 2024: perché l’Agenzia delle Entrate può sospendere il rimborso Irpef e come verificare subito la propria posizione fiscale
A luglio (o nei mesi successivi) non sempre arriva puntuale il rimborso del 730. Errore nella compilazione della dichiarazione dei redditi? Non sempre. In diversi casi il rimborso è sospeso dall’Agenzia delle Entrate a causa di cartelle esattoriali non pagate. Si tratta di un controllo automatico che il Fisco effettua prima di autorizzare l’accredito delle somme. Ecco quando scatta il blocco del rimborso 730, quali sono le regole introdotte nel 2024 e cosa fare per verificare e regolarizzare la propria posizione.
Quando il rimborso del 730 viene bloccato
Prima di procedere al pagamento del rimborso fiscale, l’Agenzia delle Entrate verifica se il contribuente ha debiti, cioè cartelle esattoriali già notificate e non pagate. E il blocco scatta quando sono presenti cartelle scadute da oltre 60 giorni per un importo complessivo superiore a 1.500 euro. Nel conteggio non rientra soltanto il debito originario, ma anche sanzioni, interessi e spese accessorie maturate nel tempo. La verifica riguarda non solo i debiti con l’Agenzia delle Entrate, ma anche quelli affidati ad




