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Riforma della giustizia, il Comitato della società civile per il «No»: «Mette a rischio l’autonomia della magistratura»

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Il rappresentante degli studenti dell’Università di Trento: «Trovo assurdo che il governo abbia deciso di non fare un decreto per il voto fuori sede»

«Non è il correntismo il problema della magistratura e della sua perdita di consenso», sostiene Andrea Grosselli, segretario generale della Cgil. «La riforma non risolverà i problemi dell’efficienza della giustizia, lo ha ammesso anche l’onorevole Giulia Bongiorno», attacca Andrea La Malfa dell’Arci. «Non va bene l’intromissione dell’esecutivo: Calamandrei diceva che quando si parla di riforme costituzionali i banchi del governo devono restare vuoti, mentre qui la cofirmataria è la presidente del Consiglio», aggiunge Walter Nicoletti delle Acli. 

Niente voto per i fuori sede

Il fronte del No al referendum del 22 e 23 marzo si organizza con la nascita del Comitato trentino della società civile. Uno spettro che va dalle Acli, che contesta soprattutto il metodo, alla posizione più dura espressa da Mario Cossali dell’Anpi: «L’autonomia della magistratura è ormai una questione internazionale. Gli organismi della giustizia vengono svuotati o delegittimati ovunque. Le decisioni si prendono ai tavoli dei potenti, ai tavoli dei miliardari». Diego Cirillo è il rappresentante degli studenti dell’Università di Trento: «Trovo assurdo che il governo abbia deciso di non fare un decreto per

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