
di Marika Giovannini
Due i nomi che circolano in questi giorni: Giacomo Redolfi, il sindaco di Mezzana Giacomo Redolfi e la sindaca di Borgo Valsugana Martina Ferrai
Il sindaco di Trento Franco Ianeselli lo ribadisce da giorni: «La decisione finale sull’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti sarà dell’Egato». E venerdì 27 febbraio, al termine della prima assemblea dell’ente, lo ha ricordato anche il presidente del Consiglio delle autonomie Michele Cereghini: «Questo è un punto di partenza» ha detto il primo cittadino di Pinzolo.
Richiami, questi, che potrebbero sembrare di maniera. Ma che in realtà hanno un peso non secondario in un percorso, quello dell’ente preposto alla gestione integrata dei rifiuti, che è appena iniziato. E che ha davanti partite fondamentali. Come quella dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti. Il monito alla necessità di una decisione in mano all’Egato riguarda, infatti, la preoccupazione diffusa all’interno degli amministratori di poter avere pieni «poteri» in una scelta strategica per il Trentino. Senza condizionamenti da parte dell’amministrazione provinciale.
L’autonomia del consiglio di amministrazione
Non è un caso che proprio sull’autonomia del consiglio di amministrazione dell’ente si consumi da settimane un dibattito serrato. Che guarda in particolare al vertice




