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Ridurre le emissioni non basta più: salari, diritti, filiera e governance al centro delle nuove certificazioni B Corp

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di Alessandra Nardini

A dieci anni dalla prima certificazione, il caso dell’azienda cosmetica racconta come cambia il mondo delle B Corp: non più un punteggio complessivo, ma requisiti più rigorosi su clima, governance, diritti umani, lavoro e filiera

Per molte aziende la certificazione B Corp ha rappresentato, negli ultimi dieci anni, uno dei principali strumenti per integrare la sostenibilità nel modello di business. Un percorso di miglioramento basato sulla misurazione dell’impatto ambientale e sociale dell’impresa. Oggi quel percorso entra in una nuova fase. B Lab, l’organizzazione non profit che certifica le B Corp, ha introdotto standard più rigorosi, pensati per rispondere a un contesto in cui crescono le aspettative di cittadini, investitori e istituzioni e in cui la sostenibilità deve essere sempre più misurabile. La quarta ricertificazione del gruppo Davines, ottenuta a dieci anni dalla prima certificazione del 2016, è una delle prime ad arrivare con il nuovo sistema di valutazione. Questo perché ciò che era considerato sufficiente nel 2016 oggi non lo è più: le imprese sono chiamate a fornire evidenze più solide, ad ampliare il raggio d’azione dalla singola azienda all’intera catena del valore e a integrare temi come governance, diritti umani, trasparenza e azione

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