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Ricky Gianco: «La scalata al successo insieme, ora sono solo»

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di Sandra Cesarale

L’amico di una vita: «Ho conosciuto Gino paoli quando avevo 17 anni, per me è stato come un fratello maggiore»

«Per me era un fratello maggiore», dice Ricky Gianco, cantautore e produttore, uno dei padri del rock italiano, legato a Gino Paoli da una lunga amicizia.

Il primo incontro?

«Nel 1960, avevo 17 anni, lui nove più di me. Ero negli uffici della Ricordi, ci siamo intesi subito. Gli chiesi di scrivere il testo in italiano di Let It Be Me cantata dagli Everly Brothers. Ma i giorni passavano e Gino taceva».

«Niente, ma scoprii che quel brano in realtà lo aveva composto Gilbert Bécaud. Glielo dissi e il pezzo arrivò subito, si intitolava “Come un bambino”. L’abbiamo incisa insieme, ma alla Ricordi decisero che ci saremmo chiamati Ricky e Un Altro. Comico no? Quante risate ci siamo fatti su questa storia».

Alla Ricordi lei ha conosciuto grandi cantautori.

«Bindi, Paoli, Gaber, Tenco, Endrigo, Jannacci… e c’ero io, la mascotte, ultimo per età».

Passavate del tempo insieme oltre al lavoro?

«Ogni tanto. Quando gli uffici chiudevano io, Endrigo e Tenco andavamo in un baraccio lì vicino. Sergio e Luigi attaccavano a parlare

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