La conferma di Renault segue voci che da mesi coinvolgono i principali player automotive e della componentistica: pesano vari fattori critici che stanno ridisegnando gli equilibri industriali globali. Anzitutto, la debolezza della domanda elettrica in Europa e la pressione esercitata dalla competitività dei marchi cinesi. Da Bruxelles, inoltre, arrivano segnali inequivocabili: l’Unione Europea deve accelerare sulla difesa in chiave di deterrenza anti Russia perché, col protrarsi del conflitto in Ucraina, servirebbe uno scudo continentale. L’incremento della spesa pubblica per la difesa e l’accesso agevolato ai fondi europei fungono da catalizzatori, rendendo attrattiva la riconversione degli impianti delle aziende automobilistiche.