Home / Sport / Repressioni, ribelli e strette di mano: il romanzo thriller dell’Iran ai Mondiali

Repressioni, ribelli e strette di mano: il romanzo thriller dell’Iran ai Mondiali

image

Tutto cominciò nel 1978, con un solo punto in Argentina, l’avvento dell’Ayatollah e la stella della squadra in prigione. Da lì in poi a ogni Coppa del Mondo la politica mondiale ha sempre seguito con attenzione le sorti del Team Melli

Da sempre le partecipazioni dell’Iran alle fasi finali della Coppa del mondo – e sono sette finora – sono uscite dal perimetro del campo di calcio, per entrare a piè pari nel territorio della politica e della diplomazia. È successo anche stavolta, con una guerra in corso e con un Mondiale, quello negli Stati Uniti, a fortissimo rischio. L’Iran è seriamente intenzionato a sfilarsi dalla competizione, rinunciando a partecipare alle partite che – in teoria – avrebbe dovuto disputare, gare previste tra Los Angeles e Seattle e riferibili al Gruppo G che prevede anche Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. 

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: