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Renzo Arbore: «Ci lascia la colonna della musica italiana. La mia preferita? “Senza fine”. Il suo testamento spirituale? “Ti lascio una canzone”».

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Lo showman ricorda l’amico e il grande cantautore Gino Paoli. «Ricordo la sua frase: noi genovesi come i napoletani abbiamo i piedi nell’acqua».

Renzo Arbore è tristissimo. La sua canzone preferita di Gino Paoli è «Senza fine». 
«Sono costernato — risponde al telefono – . Non lo sentivo più, da quasi un anno, anche agli amici non rispondeva più al telefono. Ma ora questo conta poco, la cosa terribile è che se n’è andato Gino Paoli, una colonna straordinaria della musica pop italiana, ma che non si può più chiamare musica leggera. Le sue canzoni sono opere importanti, degne della grande tradizione italiana della musica accademica. Ha scritto dei capolavori assoluti che rimangono, e che malgrado tutte le mode resteranno sempre verdi».
Veri Evergreen
«Brani meravigliosi, eterni, testi sacri anche per i jazzisti che infatti hanno sempre voluto apprezzare la nobiltà di queste canzoni da adattare in tutto il mondo»
Quando vi siete conosciuti?
«Nel ‘58 . Ho sentito “Il cielo in una stanza” di Mina che lei cantava in un locale di Ischia. Una canzone cosi eccezionale che laureò Mina come grandissima vocalist. Da lì ho comperato il primo album di Paoli, una vera rivelazione. Quell’album è pieno di capolavori ».
Diventaste amici?
«Sì molto.

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