
di Francesco Verderami
L’indignazione della premier per l’attacco del procuratore di Napoli Gratteri. Irritazione per il numero due della Cei al dibattito di Magistratura democratica
Con il fiato corto e in piena «sindrome da remuntada», il fronte del Sì osserva preoccupato il fronte del No, che sul referendum è riuscito a costruire «un campo largo che va da Askatasuna a pezzi della Cei». E perciò chiede a Giorgia Meloni di scendere in campo e far sentire la sua voce. Come non bastassero i sondaggi, i fautori della riforma sono rimasti colpiti dalla notizia apparsa venerdì sul Quotidiano Nazionale. Il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana viene dato tra i partecipanti al XXV congresso di Magistratura democratica che si terrà a nove giorni dal voto: monsignor Francesco Favino è indicato come ospite della corrente di sinistra dell’Anm e secondo il programma sarà relatore in un dibattito su «L’insofferenza per lo stato di diritto e il nuovo volto del capo».
Contenuta a stento l’irritazione per «l’ennesima ingerenza nelle questioni di politica nazionale dopo quella del cardinale Matteo Zuppi», l’attenzione è stata rivolta ad altro. Dinnanzi all’attivismo degli avversari, i sostenitori del Sì hanno subissato di messaggi Meloni, sottolineando come i contrari




