
di Virginia Piccolillo
La «maratona» di 50 magistrati favorevoli alla riforma del ministro Nordio: no alle correnti
«Non siamo figli illegittimi della magistratura. Noi ne difendiamo l’autonomia e l’indipendenza. I promotori del No difendono solo l’Anm». È un’accusa molto dura quella che si è levata ieri dalla maratona «50 giuristi per il Sì» organizzata dal comitato Sì separa. «Tanti magistrati hanno raccontato storie di dignità professionali calpestate e di insofferenza profonda per un sistema correntizio che mortifica il merito», sintetizza, soddisfatto, Nicolò Zanon. Da ex vicepresidente della Consulta respinge le bordate dei fautori del No: «Non vogliamo scardinare la Costituzione. Tutti quelli che si sono esposti hanno spiegato che lo fanno, al contrario, per difenderla. E rendere i magistrati indipendenti da un’associazione privata, l’Anm , che l’ha snaturata».
Ci sono procuratori, sostituti, consiglieri di Cassazione, giudici in pensione e colleghi fuori ruolo. Giuseppe Visone, sostituto della Dda di Napoli è convinto: «Ci sono tanti magistrati silenti che sono intimamente convinti della bontà della riforma soprattutto in relazione al sorteggio, capace di ridare loro speranza di poter accedere agli incarichi che meritano in relazione alle loro capacità e ai loro curriculum».
Si accalora, Margherita Di Giglio,




