
di Gabriele Fedrizzi
A confronto le ragioni del sì, rappresentate dall’avvocato e membro laico del Csm Claudia Eccher («Nessun attacco alla Costituzione»); e le ragioni del no, difese dal docente dell’Università di Trento Andrea Prad («Magistrati, sorteggio sfasato»)
Un dibattito da cui ci si porta a casa una certezza: la tanta voglia dei giovani di capire e di informarsi, per votare consapevolmente al referendum del 22 e 23 marzo. Erano infatti tantissimi gli studenti, accalcati, provenienti da vari dipartimenti, che ieri pomeriggio 16 marzo hanno riempito l’Aula Zuelli della Facoltà di Giurisprudenza, dove, nel corso di un partecipatissimo dibattito organizzato dall’associazione studentesca Azione Universitaria e moderato dall’avvocato Marco Grotto, si sono messe a confronto le ragioni del sì, rappresentate dall’avvocato e membro laico del Csm Claudia Eccher, e le ragioni del no, difese dal docente dell’Università di Trento Andrea Pradi.
Il dibattito
«Non c’è nessun attacco alla Costituzione — sostiene Eccher — ma al contrario c’è un atto che va a favore della magistratura, perché si costituzionalizzano per la prima volta la figura del pubblico ministero e la figura del giudice» prosegue l’avvocata, che denuncia poi la degenerazione del sistema correntizio che ha potuto osservare da vicino come




