
di Virginia Piccolillo
La leader del Pd: «Vogliamo battere la destra alle urne, e lo faremo alle prossime elezioni politiche». Il pm chiarisce: «Ci saranno le persone perbene che voteranno Sì»
«Se vince il no, non chiederemo le dimissioni del governo: vogliamo battere la destra alle urne, e lo faremo alle prossime elezioni politiche». È brusca la frenata di Elly Schlein sulla politicizzazione del referendum. La segretaria del Pd, che chiuderà la battaglia contro la riforma sul palco assieme a il leader M5s Giuseppe Conte e i leader Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, ieri ha detto: «La nostra è una battaglia nel merito di una riforma sbagliata e dannosa per il Paese che non migliora la giustizia per i cittadini e mina l’indipendenza della magistratura». E ha aggiunto: «Dovesse vincere il Sì andremo avanti con il nostro lavoro perché la sfida alla destra si giocherà alle elezioni politiche del 2027».
Parole condivise, per un giorno con Antonio Tajani. «Non è un referendum contro qualcuno ma per cominciare a cambiare l’Italia», ha detto il vicepremier forzista. Lamentandosi che gli «avversari vogliono trasformare questo referendum in una rissa politica». Anche Matteo Salvini promette di restare al merito della




