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Referendum, Meloni verso il no all’evento del suo partito. Voto dall’estero, Di Giuseppe (FdI): «Brogli quasi certi»

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di Simone Canettieri

La premier orientata a non andare il 12 marzo a Milano per non sovraesporsi

Più no che sì. Fino a ieri sera Giorgia Meloni non era intenzionata a partecipare alla grande iniziativa di Fratelli d’Italia sul referendum. L’appuntamento è il 12 marzo a Milano al Teatro Parenti, l’unica occasione, al momento, in cui «balla» la presenza della leader. Non solo. Agenda alla mano la premier sarà «impossibilitata» a partecipare alla chiusura della campagna referendaria. Perché? Il 18 sarà in Parlamento per le consuete comunicazioni in vista del Consiglio europeo, poi partirà per Bruxelles fino al venerdì. Il giorno dopo, sabato, calerà il silenzio elettorale anche se proprio il 21 marzo, alla vigilia del voto, è in programma la manifestazione di Libera a Torino in memoria delle vittime della mafie. Un appuntamento che nel centrodestra, con una dose di malizia, temono si trasformi in un assist per il «no».

A meno di un mese dal voto in Via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia, le agende sono «aperte». Si esclude, questa sì, la possibilità di una chiusura della campagna referendaria con i leader della coalizione sul palco. Non solo perché Meloni avrà impegni europei e

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