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Referendum, l’ex magistrato Cuno Tarfusser: «Voto Sì perché devono essere eliminate le correnti»

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di Lorenzo Nicolao

L’ex giudice all’Aia a favore della riforma: «L’alternativa sarebbe un risultato ancora peggiore, la priorità è prevenire l’immobilismo»

«Voterò convintamente Sì, ma sia chiara una cosa: lo farò solo perché l’alternativa sarebbe un risultato ancora peggiore». Con questa premessa l’ex magistrato Cuno Tarfusser difende la sua linea. «Nel riformare il sistema giudiziario si poteva fare molto meglio, ma il pericolo più grande resta l’immobilismo».

Si può parlare quindi del proverbiale «male minore» o del celebre «turatevi il naso e votate» di Indro Montanelli?
«Questo genere di riforme deve essere accolto così com’è, come un pacchetto tutto incluso. Delle due l’una, perciò ho scelto di schierarmi contro la stagnazione, altrimenti rischiamo che tutto rimanga così per i prossimi trent’anni e perfino con la giustificazione del mandato popolare».

Quali sono i motivi che hanno reso una riforma comunque necessaria?
«Le correnti. Sono un cancro consolidato del sistema. Il caso Palamara fu solo la punta dell’iceberg. Il Csm, che io chiamo Cm, perché non vedo più il “superiore”, come anche l’Anm, opera da tempo come un partito politico, come fosse un terzo ramo del Parlamento. Lo trovo inaccettabile, dal momento che il ruolo di magistrati e giudici

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