Grosso: «La riforma blindata, non credo al dialogo»
«Nessun motivo di dubitare della buona fede del sottosegretario, ma ho visto come è stata fatta la riforma, nessuno ci ascoltava. Questo testo è entrato in Parlamento da un disegno di legge blindato, non è stata consentita nemmeno la discussione degli emendamenti della maggioranza, è la prima volta che accade nella storia della Repubblica. Che cosa mi dovrebbe far credere che la legislazione di attuazione della riforma dovrebbe essere approvata in maniera diversa? Quanto alla questione della responsabilità, ne facio questione di trasparenza. Non è che il sorteggio abolirà il cosiddetto correntismo, che è una malattia degenrativa della articolazione della magistratura, esattamente come la partitocrazia, è la stessa forma di degenerazione. I legami clientelari si riformeranno su altre basi. Cosa si perderà? La ricchezza di quel sostegno che atraverso organizzazioni che produce anche controllo, cioè trasparenza della decisione e contestazione della decisione non trasparente».




