
di Roberta Polese
L’avvocato Alessandro Moscatelli: «La giustizia ha bisogno d’altro»
Alessandro Moscatelli, avvocato e presidente dell’Ordine degli avvocati di Vicenza, parla a titolo personale, non a nome della categoria, sulla questione Referendum.
Moscatelli, contrariamente a buona parte dell’avvocatura, è contrario al Referendum. Come si sente in questa veste di «mosca bianca»?
«Mi rendo perfettamente conto di essere una netta minoranza e mi sono a lungo interrogato se esprimere pubblicamente il mio pensiero dopo aver letto il testo della riforma costituzionale. Poi mi sono detto che ho sempre cercato di tutelare le posizioni minoritarie, confido nel rispetto di chi mi ascolta le poche volte che parlo di questo argomento, non faccio parte dei comitati del No».
Quali sono le principali ragioni giuridiche e costituzionali del suo «No»?
«Due su tutte. La separazioni delle funzioni e il sorteggio. Ritengo che un magistrato che abbia fatto prima il Pm e magari anche l’avvocato sia un giudice migliore di uno che ha fatto solo il Pm tutta la vita. Lo renderei addirittura obbligatorio. Quanto al sorteggio: con l’estrazione a sorte inoculiamo nella Costituzione un germe che potrà infettare altri e molteplici organi di rappresentanza. La rappresentanza, cosi come il Governo




