
di Roberta Polese
Alessandro Moscatelli, presidente dell’Ordine degli avvocati di Vicenza è uno tra i pochi penalisti che si è schierato per il No al referendum.
Alessandro Moscatelli, presidente dell’Ordine degli avvocati di Vicenza, divide lo studio con Pierantonio Zanettin, legale e parlamentare di Forza Italia tra i più forti sostenitori del Sì. Moscatelli è uno tra i pochi penalisti che si è schierato per il No al referendum.
Moscatelli si aspettava questa vittoria del «No»?
«Sinceramente non lo credevo, sono rimasto stupito dell’affluenza e anche del risultato. Al netto degli schieramenti politici, va sempre rispettata la volontà espressa dai cittadini nelle consultazioni popolari. L’esito di questo referendum conferma la fiducia degli elettori nei principi di equilibrio e di autonomia del potere giudiziario, così come delineati dalla Costituzione».
Secondo lei perché gli italiani hanno bocciato la riforma?
«La vittoria del “No” non rappresenta la sconfitta di una riforma, ma il rifiuto di un approccio che ha tentato di semplificare, su un piano politico, una materia complessa, che va toccata in estrema cautela. I cittadini hanno avvertito il rischio di interventi frettolosi, pasticcioni e di modifiche costituzionali suscettibili di compromettere l’equilibrio tra poteri dello Stato».
La campagna referendaria




