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Referendum, l’avvocato Alberto Piccinini: «La riforma prevista è pericolosa, l’obiettivo del governo è mettere i magistrati sotto scacco»

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di Marco Madonia

Il giuslavorista e il referendum sulla separazione delle carriere: «Sbagliano quelli che, in buona fede, sostengono che è necessario accettare questo pacchettone di riforme per garantire i diritti degli imputati e dei cittadini»

«Sbagliano quelli che, in buona fede, sostengono che è necessario accettare questo pacchettone di riforme per garantire i diritti degli imputati e di tutti i cittadini. Gli altri? Non sono in buona fede». Alberto Piccinini, giuslavorista, da sempre vicino alla sinistra e al sindacato, è uno dei rari avvocati schierato apertamente contro la riforma della giustizia. «Per la verità c’è un comitato di avvocati per il No. Ma riconosco che la maggioranza, soprattutto i penalisti, è schierata per la riforma».

Come mai?
«Ritengono che questo referendum sia, in un certo senso, il compimento di un progetto garantista iniziato con la trasformazione dal processo inquisitorio ad accusatorio. Ma la separazione delle carriere, nei fatti, è già avvenuta. È acclarato che i passaggi da una funzione all’altra siano pochissimi, la legge ha già imposto limiti stringenti».

Anche a sinistra questa argomentazione convince molti. Come mai?
«Per gli avvocati che si battono per la parità delle parti nel processo questo sembra un passo finale

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