
di Paola Di Caro
La contromossa della leader e il dialogo con il Quirinale
Non ha avuto il minimo dubbio Giorgia Meloni nel convocare il Consiglio dei ministri ieri mattina per modificare il testo del quesito referendario in tutta fretta, poche ore dopo la decisione della Cassazione. E questo perché, già venerdì, erano arrivate in qualche modo rassicurazioni dal Quirinale che non ci sarebbero stati problemi nel ritoccare la spiegazione delle norme costituzionali che si andavano a cambiare con la riforma. Quindi senza necessità di spostare la data del referendum più avanti, come avrebbe voluto il fronte del No. Ma rispettando «i giudici della Cassazione», ha preteso il presidente, senza attacchi alla magistratura.
Venerdì infatti praticamente tutti i ministri e la stessa premier si sono ritrovati a Milano per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali, e c’è stato modo di avviare contatti informali in diretta con la decisione della Cassazione. Nulla quaestio per il capo dello Stato che, presidente del Csm, ex componente della Corte costituzionale — come fanno notare più ministri — ha sicuramente «contezza» della correttezza dell’agire del governo.
In ogni caso, una telefonata formale c’è stata ieri mattina: Giorgia Meloni ha




