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Referendum, la procuratrice Rubini sostiene il No: «Con la riforma è a rischio uno dei principi base dello Stato di diritto»

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di Dafne Roat

Maria Teresa Rubini è sostituta procuratrice alla Corte d’appello di Trento: «Preferiamo un Paese dove sono i giudici a svolgere i controlli di legalità, oppure un Paese dove i giudici sono tolti di mezzo, come invoca Bartolozzi?»

Maria Teresa Rubini, sostituta procuratrice alla Corte d’appello di Trento, secondo un recente sondaggio il fronte del No sta consolidando il sorpasso, ma c’è ancora un 17% dei cittadini che non ha deciso. Cosa direbbe loro?
«Di cercare di capire come cambieranno e quali saranno le ricadute su autonomia e indipendenza della magistratura. Di valutare le modalità di approvazione della riforma costituzionale, privata della discussione nel Parlamento. E se sono ancora indecisi direi loro di opporsi alle modifiche per proteggere la Costituzione: è il nostro bene più importante».

Il Comitato del Sì ritiene che questa riforma dia piena attuazione al giusto processo garantendo, nell’architettura costituzionale, il diritto del cittadino imputato all’effettiva terzietà del giudice. Giuliano Vassalli riteneva la separazione delle carriere una garanzia per il vero processo accusatorio. Non è così? Perché?
«Il processo accusatorio è stato introdotto nel 1989 e nel 1999 è stato recepito dall’articolo 111 Costituzione, che garantisce imparzialità e terzietà del giudice. Le funzioni

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