
di Gimmo Cuomo
La magistrata stabiese e front-woman del Sì commenta l’esultanza contro di lei a Napoli dopo la vittoria del No: «Ma il voto si accetta sempre»
Professione pm. Presso la procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Durante la campagna elettorale per il referendum ha sostenuto con determinazione le regioni del Sì. E ora, dopo essere stata oggetto dei cori irridenti di alcuni colleghi napoletani, che festeggiavano il successo del No, Annalisa Imparato non perde la calma. Ma replica con noncuranza. Proverbialmente il miglior disprezzo. «Lascio ad altri i cori da stadio e i balletti».
È più delusa per l’esito del referendum o per quei coretti?
«In una democrazia matura si accetta il voto popolare perché in una democrazia matura il popolo è sempre sovrano. Accetto dunque il risultato con senso responsabilità. Per quanto riguarda i coretti, osservo che vedere figure di Stato cantare e saltare intonando canzoncine che hanno valenza politica fa porre più di un interrogativo perché protagonisti di questo episodio sono le stesse persone che già stamattina hanno dovuto varcare le porte delle aule dei tribunali e comunicare agli imputati di essere terzi e imparziali e di essere mossi solo da un




